La malnutrizione nell'anziano è, nella maggior parte dei casi, una condizione di apporto insufficiente di calorie, proteine, vitamine o minerali rispetto ai bisogni dell'organismo.
È più frequente nelle persone molto anziane, in chi vive solo, in chi ha difficoltà a masticare o deglutire, nelle persone con demenza o depressione, durante i ricoveri e nelle strutture residenziali.
Può riguardare anche persone in sovrappeso: si può avere un peso normale o elevato ma una carenza di proteine e di muscolo. La malnutrizione favorisce sarcopenia, fragilità, infezioni, piaghe da decubito, cadute e una guarigione più lenta.
Problemi ai denti, protesi non adatte e difficoltà a deglutire portano a evitare molti cibi.
Con l'età calano appetito, gusto e olfatto; anche alcuni farmaci riducono la voglia di mangiare.
Chi vive e mangia da solo tende a saltare i pasti o a preparare cibi poco vari.
Demenza e depressione possono far dimenticare i pasti o togliere ogni interesse per il cibo.
Infezioni, tumori, malattie croniche e periodi di ricovero aumentano i bisogni e riducono l'alimentazione.
Fare la spesa e cucinare può diventare faticoso; a volte pesano anche le difficoltà economiche.
La malnutrizione si sviluppa lentamente. Familiari e caregiver possono notare:
Se una persona anziana smette di bere e mangiare, è molto sonnolenta o confusa, chiama il medico subito o, se le condizioni sono gravi, il 112 / 118.
Bastano strumenti semplici per individuare le persone a rischio e decidere gli interventi.
Il questionario MNA, specifico per l'anziano, valuta alimentazione, peso, mobilità e stato di salute.
Peso, andamento nel tempo, indice di massa corporea e circonferenza del polpaccio e del braccio.
Emocromo, albumina, vitamine e sali minerali aiutano a valutare carenze e cause.
In caso di tosse o difficoltà durante i pasti, il logopedista o lo specialista valutano la deglutizione.
L'obiettivo è riportare l'alimentazione ai bisogni della persona, rimuovendo per quanto possibile le cause.
Pasti più piccoli e frequenti, cibi ricchi di proteine e di calorie, consistenze adatte a masticazione e deglutizione.
Su indicazione medica, integratori orali specifici possono completare l'alimentazione.
Cure dentali, revisione dei farmaci, trattamento della depressione e delle malattie che riducono l'appetito.
Pasti a domicilio, aiuto per la spesa, pranzi in compagnia: i servizi sociali possono fare la differenza.
Con gli anni il fabbisogno di calorie si riduce un po', ma quello di proteine, vitamine e minerali resta elevato. Un calo marcato dell'appetito o del peso non va considerato normale.
Sì. Si può avere un peso elevato ma poco muscolo e carenze di proteine o vitamine. Per questo la valutazione nutrizionale non si basa solo sul peso.
Il medico di medicina generale può prescrivere con impegnativa una visita geriatrica o dietologica, prenotabile tramite il CUP con il ticket dove previsto. Gli integratori nutrizionali possono essere forniti dall'ASL in specifiche condizioni, secondo le regole regionali. Per chi non è autosufficiente, il Punto Unico di Accesso (PUA) attiva la valutazione multidimensionale e i servizi domiciliari, inclusi quelli sociali come i pasti a domicilio del Comune.
Scopri di cosa si occupa la Geriatria Clinica, che valuta lo stato nutrizionale all'interno della presa in carico globale dell'anziano.