L'incontinenza urinaria è la perdita involontaria di urina. In Italia riguarda oltre 5 milioni di adulti, ma solo circa una persona su quattro si cura, spesso per imbarazzo o perché la considera un effetto normale dell'età.
Nell'anziano assume spesso le caratteristiche di una sindrome geriatrica: oltre ai problemi di vescica e pavimento pelvico entrano in gioco la difficoltà a raggiungere il bagno in tempo, i farmaci, la stitichezza, le infezioni e i disturbi della memoria.
Le forme principali sono l'incontinenza da sforzo (perdite con tosse, risate, sforzi), da urgenza (bisogno improvviso e difficile da trattenere), mista e funzionale, quando la vescica funziona ma la persona non riesce a raggiungere il bagno.
Gravidanze, menopausa e sforzi indeboliscono i muscoli che sostengono vescica e uretra.
Nell'uomo l'ingrossamento della prostata o gli esiti di interventi possono causare perdite e svuotamento incompleto.
Diuretici, sedativi e altri farmaci possono favorire l'incontinenza o renderla più evidente.
Chi cammina lentamente o con difficoltà può non riuscire a raggiungere il bagno in tempo.
Infezioni urinarie, stitichezza, glicemia alta o un delirium possono causare perdite reversibili.
I disturbi variano in base al tipo di incontinenza:
L'impossibilità a urinare con dolore al basso ventre (ritenzione urinaria acuta) e la perdita improvvisa del controllo di vescica con debolezza alle gambe sono urgenze: chiama il 112 / 118.
La valutazione parte da esami semplici e, solo se necessario, prosegue con accertamenti specialistici.
Per qualche giorno si annotano liquidi assunti, minzioni e perdite: è uno strumento prezioso per capire il tipo di incontinenza.
Il medico raccoglie la storia, esegue la visita e verifica i farmaci che possono contribuire alle perdite.
Per escludere infezioni e altre cause transitorie; l'ecografia misura l'urina rimasta dopo la minzione.
Nei casi selezionati, prima di un intervento o se le terapie non funzionano, studia il funzionamento della vescica.
Le cure si scelgono in base al tipo di incontinenza e alle condizioni della persona, partendo dagli interventi più semplici.
Esercizi guidati da fisioterapisti o ostetriche, efficaci soprattutto nell'incontinenza da sforzo.
Andare in bagno a orari regolari e rieducare la vescica aiuta, anche nelle persone con demenza.
Utili nell'incontinenza da urgenza; nell'anziano vanno scelti con attenzione agli effetti sulla memoria e sulla pressione.
Nei casi indicati, procedure mininvasive o chirurgiche; ausili assorbenti adeguati per vivere con serenità.
No. L'età la rende più frequente, ma ha quasi sempre cause precise. Individuarle permette di ridurre o eliminare le perdite nella maggior parte delle persone.
Ridurre troppo i liquidi è controproducente: aumenta il rischio di disidratazione, infezioni e stitichezza e rende la vescica più irritabile. È meglio distribuire i liquidi nella giornata e ridurli solo nelle ore serali.
Sì. Le persone con incontinenza riconosciuta possono ricevere ausili assorbenti dall'ASL, secondo i Livelli Essenziali di Assistenza e le modalità regionali, su prescrizione dello specialista o del medico abilitato. La visita geriatrica, urologica o ginecologica si prescrive con impegnativa e si prenota tramite CUP con il ticket dove previsto; nelle situazioni di ridotta autonomia si può chiedere anche l'invalidità civile tramite INPS.
Scopri di cosa si occupa la Geriatria Clinica, che affronta l'incontinenza tenendo conto di tutte le condizioni della persona anziana.