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Demenza e malattia di Alzheimer

Il declino progressivo della memoria e delle altre funzioni cognitive che compromette l'autonomia: riconoscerlo presto permette di curare meglio e di pianificare il futuro.

Cos'è

Quando la memoria non basta più

La demenza è una condizione in cui il declino di memoria, linguaggio, orientamento, ragionamento e capacità di organizzarsi è tale da interferire con le attività quotidiane e con l'autonomia della persona.

Non è una singola malattia ma un insieme di quadri con cause diverse. La forma più frequente è la malattia di Alzheimer, seguita dalla demenza vascolare, dalla demenza a corpi di Lewy e dalle demenze frontotemporali; spesso nell'anziano le cause si sommano.

In Italia le persone con demenza sono circa 1,2 milioni, più della metà con Alzheimer, e quasi 900.000 hanno un disturbo neurocognitivo lieve, una fase in cui le difficoltà sono presenti ma l'autonomia è conservata. La demenza non è una conseguenza normale dell'invecchiamento.

Chi colpisceOver 65il rischio aumenta molto dopo gli 80 anni
OrganoCervelloperdita progressiva di neuroni e connessioni
SpecialistaGeriatraneurologo e psicogeriatra nei CDCD
AndamentoCronicoprogressivo, con velocità diverse da persona a persona
Cause e fattori di rischio

Perché si sviluppa

Età

È il principale fattore di rischio: la frequenza della demenza cresce in modo marcato dopo i 75-80 anni.

Rischio vascolare

Ipertensione, diabete, colesterolo alto, fumo e ictus danneggiano i vasi del cervello e favoriscono soprattutto la demenza vascolare e mista.

Stile di vita

Sedentarietà, isolamento sociale, bassa stimolazione mentale, abuso di alcol e calo dell'udito non corretto aumentano il rischio.

Genetica e familiarità

Avere un familiare con demenza aumenta leggermente il rischio. Le forme ereditarie vere e proprie sono rare e di solito esordiscono prima dei 65 anni.

Depressione e traumi cranici

Una depressione non curata e i traumi cranici ripetuti sono associati a un rischio maggiore di declino cognitivo.

Cause reversibili da escludere

Carenza di vitamina B12, disturbi della tiroide, effetti di farmaci o depressione possono simulare una demenza e sono curabili.

Sintomatologia

I primi segnali

Spesso sono i familiari ad accorgersi per primi dei cambiamenti. I segnali più comuni sono:

  • Dimenticanze recenti: ripetere le stesse domande, dimenticare appuntamenti o conversazioni appena avvenute.
  • Difficoltà nelle attività abituali: gestire il denaro, i farmaci, cucinare, usare il telefono.
  • Disorientamento nel tempo e nello spazio, anche in luoghi conosciuti.
  • Problemi di linguaggio: difficoltà a trovare le parole o a seguire un discorso.
  • Cambiamenti di umore e comportamento: apatia, irritabilità, sospettosità, ritiro dalle attività sociali.

Quando rivolgersi al medico

  • se le dimenticanze peggiorano nel tempo o vengono notate dai familiari;
  • se compaiono difficoltà nuove nelle attività quotidiane;
  • in caso di cambiamenti del carattere o del comportamento;
  • se la persona si perde o non riconosce luoghi familiari.

Un peggioramento improvviso, in ore o pochi giorni, con confusione, agitazione o sonnolenza, può essere un delirium o un ictus: chiama il 112 / 118.

Diagnosi ed esami diagnostici

Come si diagnostica

La diagnosi è clinica e si basa su più passaggi, svolti di norma nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD).

Esame 1

Colloquio e visita

Il medico raccoglie la storia dei disturbi, anche dal familiare, valuta farmaci e malattie presenti ed esegue una visita generale e neurologica.

Esame 2

Test cognitivi

Test di screening come il Mini Mental State Examination e, se necessario, una valutazione neuropsicologica approfondita di memoria, attenzione e linguaggio.

Esame 3

Esami del sangue

Emocromo, funzionalità della tiroide, vitamina B12, folati e altri esami servono a escludere cause reversibili del declino cognitivo.

Esame 4

TC o risonanza dell'encefalo

Mostrano atrofia, lesioni vascolari o altre cause. In casi selezionati lo specialista può richiedere esami più specifici, come la PET o lo studio del liquor.

Terapie

Come si cura

Non esiste ancora una cura che guarisca la demenza, ma un approccio integrato rallenta la perdita di autonomia e migliora la qualità della vita di persona e famiglia.

Farmaci

Alcuni farmaci possono attenuare i sintomi cognitivi in determinate fasi. Lo specialista del CDCD valuta indicazione, benefici ed effetti collaterali.

Interventi non farmacologici

Stimolazione cognitiva, attività fisica, terapia occupazionale e routine stabili aiutano a mantenere le capacità residue.

Sostegno ai caregiver

Formazione, gruppi di supporto e servizi di sollievo aiutano la famiglia a gestire i disturbi del comportamento e a prevenire il burnout.

Prevenzione e consigli

Cosa puoi fare

Domande frequenti

Demenza in breve

Demenza e Alzheimer sono la stessa cosa?

No. Demenza è il termine generale che indica la perdita delle capacità cognitive con compromissione dell'autonomia. La malattia di Alzheimer è la causa più frequente di demenza, ma non l'unica.

Il disturbo neurocognitivo lieve evolve sempre in demenza?

No. Una parte delle persone resta stabile per anni e alcune migliorano, soprattutto se la causa è trattabile. È però importante un controllo periodico con lo specialista.

Come si accede alle cure con il Servizio Sanitario Nazionale?

Il medico di medicina generale invia ai Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) con impegnativa, prenotando tramite CUP con ticket dove previsto. I farmaci specifici richiedono il piano terapeutico dello specialista. Per l'assistenza ci si rivolge al Punto Unico di Accesso, che attiva la valutazione multidimensionale e servizi come ADI, centri diurni e RSA; invalidità civile e indennità di accompagnamento si richiedono tramite INPS.

Lo specialista di riferimento: lo psicogeriatra

Scopri di cosa si occupa la Psicogeriatria, la sub-specializzazione dedicata ai disturbi cognitivi, dell'umore e del comportamento nell'anziano.