La sub-specializzazione dedicata ai disturbi della memoria, dell'umore e del comportamento nella persona anziana, e al sostegno di chi se ne prende cura.
La psicogeriatria si occupa della prevenzione, diagnosi e cura dei disturbi cognitivi, della depressione e dei disturbi del comportamento nella persona anziana.
Nasce dall'incontro tra geriatria, neurologia e psichiatria. Nell'anziano, infatti, problemi di memoria, umore e salute fisica si intrecciano: una depressione può sembrare una demenza, un'infezione può causare confusione, un farmaco può alterare il comportamento. Distinguere le cause è il primo passo per curare bene.
In Italia la diagnosi e la presa in carico delle persone con disturbi cognitivi avvengono soprattutto nei Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze (CDCD) del Servizio Sanitario Nazionale. Un'attenzione particolare è dedicata ai familiari e ai caregiver, che sostengono gran parte dell'assistenza.
Il declino progressivo delle funzioni cognitive che compromette l'autonomia, comprese le altre forme di demenza: vascolare, a corpi di Lewy, frontotemporale.
Scheda completa →Difficoltà di memoria o di altre funzioni superiori alla norma per l'età, ma senza perdita di autonomia: va monitorato nel tempo.
Spesso nascosta dietro stanchezza, dolori o disturbi del sonno, è frequente ma curabile, e può essere confusa con un declino cognitivo.
Scheda completa →Lo stato confusionale acuto, più frequente nelle persone con demenza, che richiede di cercare subito le cause scatenanti.
Scheda completa →Agitazione, aggressività, apatia, deliri o allucinazioni che possono accompagnare la demenza e pesare molto su chi assiste.
Frequenti nell'anziano, vanno affrontati con attenzione all'uso di sonniferi e ansiolitici, che aumentano il rischio di cadute e confusione.
Il medico di medicina generale può indirizzare a una valutazione specialistica in questi casi:
In questi casi chiama il 112 / 118 o recati al Pronto Soccorso.
La diagnosi richiede tempo e più strumenti: l'obiettivo è capire la causa dei disturbi ed escludere quelle curabili.
Con la persona e con un familiare: come e quando sono iniziati i disturbi, come incidono sulla vita quotidiana, quali farmaci si assumono.
Test di screening come il Mini Mental State Examination e, se necessario, una valutazione neuropsicologica approfondita.
Strumenti come la Geriatric Depression Scale aiutano a riconoscere una depressione, anche quando si presenta in modo atipico.
Per escludere cause trattabili di disturbi cognitivi, come problemi della tiroide, carenza di vitamina B12 o alterazioni metaboliche.
TC o risonanza magnetica dell'encefalo e, in casi selezionati, altri esami specialistici indicati dal centro di riferimento.
La cura unisce interventi farmacologici e non farmacologici, adattati alla persona, alla fase della malattia e al contesto familiare.
Farmaci per i sintomi cognitivi, per la depressione e, con prudenza, per i disturbi del comportamento, sempre con controlli periodici.
Attività strutturate, individuali o di gruppo, che mantengono attive memoria, linguaggio e relazioni sociali.
Un ambiente sicuro e familiare e abitudini regolari riducono confusione e agitazione più di molti farmaci.
Informazione, formazione, gruppi di sostegno e orientamento ai servizi per chi assiste ogni giorno una persona con demenza.
Nelle fasi iniziali della demenza si possono condividere per tempo le scelte sulle cure future, anche con le disposizioni anticipate di trattamento (DAT).
Un lieve rallentamento è comune, ma dimenticanze che peggiorano o che interferiscono con la vita quotidiana non sono una parte normale dell'invecchiamento e vanno valutate. Alcune cause, come la depressione, la carenza di vitamine o alcuni farmaci, sono trattabili.
I Centri per i Disturbi Cognitivi e le Demenze sono i servizi del Servizio Sanitario Nazionale dedicati alla diagnosi e alla presa in carico delle persone con disturbi della memoria e demenza. Si accede in genere su indicazione del medico di medicina generale.
Mantenere routine regolari, un ambiente sicuro e una comunicazione semplice e calma aiuta molto. È altrettanto importante non restare soli: chiedere sostegno ai servizi, alle associazioni e agli altri familiari protegge anche la salute di chi assiste.
Leggi la scheda completa su primi segnali, diagnosi, terapie e sostegno ai caregiver.