Il diabete di tipo 2 è una malattia cronica in cui l'organismo non utilizza bene l'insulina (insulino-resistenza) e ne produce progressivamente meno. Il risultato è un aumento stabile della glicemia, lo zucchero nel sangue.
È la forma più comune di diabete e la sua frequenza cresce con l'età. Nel tempo, se non controllato, danneggia vasi sanguigni, cuore, reni, occhi e nervi.
Nell'anziano il diabete si intreccia con altre malattie, con la fragilità e con il rischio di cadute. Per questo gli obiettivi di glicemia vanno personalizzati: un controllo troppo stretto può provocare ipoglicemie, pericolose per confusione, cadute ed eventi cardiaci.
Il grasso addominale riduce la sensibilità all'insulina ed è il principale fattore di rischio modificabile.
Muoversi poco riduce la capacità dei muscoli di usare il glucosio. L'attività fisica è anche una terapia.
Il rischio cresce con l'età e se genitori o fratelli hanno il diabete.
Alcuni farmaci, come i cortisonici, e condizioni come l'ipertensione e l'aumento dei grassi nel sangue favoriscono il diabete.
Il diabete di tipo 2 può restare a lungo senza sintomi. Nell'anziano, quando presenti, sono spesso meno evidenti:
Ipoglicemia grave con perdita di coscienza o impossibilità a deglutire, oppure confusione e sonnolenza marcate con glicemia molto alta, sono emergenze: chiama il 112 / 118.
La diagnosi si fa con semplici esami del sangue. Controlli periodici permettono di prevenire le complicanze.
Valori ripetutamente elevati confermano la diagnosi. Talvolta si usa la curva da carico orale di glucosio.
Riflette la media della glicemia degli ultimi due-tre mesi. Nell'anziano il valore obiettivo è stabilito dal medico in base alla persona.
Il controllo periodico della retina individua precocemente la retinopatia diabetica.
Funzionalità renale e microalbuminuria, elettrocardiogramma, grassi nel sangue e controllo dei piedi completano il monitoraggio.
L'obiettivo nell'anziano non è solo abbassare la glicemia, ma preservare benessere e autonomia evitando le ipoglicemie.
Una dieta equilibrata, senza rinunce eccessive che favoriscono la malnutrizione, e l'attività fisica regolare sono la base della cura.
Esistono farmaci orali e iniettivi con basso rischio di ipoglicemia, alcuni con benefici su cuore e reni. L'insulina si usa quando necessario.
Con l'età, la perdita di peso o la riduzione della funzione renale la terapia va rivista e spesso semplificata.
Perché le ipoglicemie nell'anziano sono più frequenti, meno riconoscibili e più pericolose: possono causare confusione, cadute, fratture ed eventi cardiaci. Per questo il medico stabilisce obiettivi personalizzati, meno stringenti nelle persone fragili.
No. Nell'anziano restrizioni eccessive possono portare a malnutrizione e perdita di massa muscolare. Serve un'alimentazione varia ed equilibrata, con attenzione a zuccheri semplici e porzioni, concordata con il medico o il dietista.
Il diabete dà diritto all'esenzione dal ticket per le prestazioni collegate alla malattia. Visite ed esami si prescrivono con impegnativa e si prenotano tramite il CUP. Strisce per la glicemia, aghi e altri presidi sono forniti tramite l'ASL secondo le regole regionali, e alcuni farmaci richiedono un piano terapeutico del diabetologo.
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