Lo scompenso cardiaco (o insufficienza cardiaca) è una condizione in cui il cuore non riesce a fornire all'organismo tutto il sangue e l'ossigeno di cui ha bisogno, oppure ci riesce solo a prezzo di pressioni elevate al suo interno.
Ne derivano affanno, stanchezza e ritenzione di liquidi, con gonfiore alle gambe. È una malattia cronica, con fasi di stabilità alternate a peggioramenti (riacutizzazioni) che possono richiedere il ricovero.
È molto frequente dopo i 70 anni e spesso convive con altre malattie, come ipertensione, diabete, malattie renali o fibrillazione atriale. Per questo nella persona anziana richiede una cura coordinata, attenta anche ai farmaci e all'autonomia.
Un pregresso infarto o un'insufficiente irrorazione del cuore riducono la forza del muscolo cardiaco.
Anni di pressione alta rendono il cuore più spesso e rigido, ostacolandone il riempimento.
Malattie delle valvole cardiache, come la stenosi aortica, e la fibrillazione atriale sono cause frequenti nell'anziano.
Infezioni, anemia, troppo sale o liquidi, sospensione dei farmaci o alcuni antinfiammatori possono provocare un peggioramento.
Nell'anziano i sintomi possono essere sfumati e confusi con la stanchezza dell'età. I più tipici sono:
Affanno improvviso e intenso, dolore toracico, svenimento o labbra cianotiche sono un'emergenza: chiama il 112 / 118.
La diagnosi unisce sintomi, visita ed esami che valutano la funzione del cuore e la causa dello scompenso.
Rileva aritmie, segni di pregresso infarto e alterazioni della conduzione elettrica del cuore.
È l'esame chiave: mostra la forza di contrazione del cuore (frazione di eiezione), le valvole e le pressioni interne.
Il dosaggio di BNP o NT-proBNP nel sangue aiuta a confermare o escludere lo scompenso e a seguirne l'andamento.
Funzionalità renale, sali minerali, emocromo, tiroide e radiografia del torace completano la valutazione.
Le terapie riducono i sintomi, i ricoveri e migliorano la sopravvivenza. Nell'anziano vanno adattate alla funzione renale, alla pressione e alle altre malattie.
Diuretici per eliminare i liquidi in eccesso e farmaci che proteggono il cuore, introdotti gradualmente e controllati con esami periodici.
In casi selezionati pacemaker, defibrillatori o la correzione delle valvole, anche con tecniche mininvasive, possono migliorare la situazione.
Pesarsi ogni giorno, controllare sale e liquidi e un'attività fisica adattata, anche con programmi di riabilitazione, aiutano a restare stabili.
Un aumento rapido del peso è spesso il primo segno di accumulo di liquidi, prima ancora dell'affanno. Riconoscerlo per tempo permette al medico di correggere la terapia e di evitare un ricovero.
Sì, nella maggior parte dei casi un'attività fisica regolare e adattata è utile e migliora la capacità di sforzo. Il tipo e l'intensità vanno concordati con il medico, a volte all'interno di un programma di riabilitazione.
Sì. Visite cardiologiche, ecocardiogramma ed esami si prescrivono con impegnativa e si prenotano tramite il CUP, con il ticket dove previsto. Lo scompenso cardiaco dà diritto all'esenzione per patologia cronica per le prestazioni collegate. Alcuni farmaci richiedono un piano terapeutico redatto dallo specialista.
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