Si parla di ipertensione arteriosa quando la pressione del sangue nelle arterie resta stabilmente al di sopra dei valori raccomandati. Nel tempo affatica il cuore e danneggia vasi, cervello, reni e occhi.
Con l'età le arterie diventano più rigide: per questo nell'anziano è tipico l'aumento della pressione sistolica (la "massima"), mentre la "minima" può restare normale o bassa. L'ipertensione riguarda più della metà delle persone over 65.
Curarla riduce il rischio di ictus, infarto, scompenso cardiaco e declino cognitivo. Nella persona anziana, però, gli obiettivi e i farmaci vanno personalizzati, per evitare cali di pressione, vertigini e cadute.
Con l'età le arterie perdono elasticità e la pressione sistolica tende ad aumentare.
Un consumo eccessivo di sale, alcol e cibi conservati e un'alimentazione povera di frutta e verdura favoriscono l'ipertensione.
Sovrappeso e poca attività fisica aumentano la pressione; muoversi regolarmente aiuta ad abbassarla.
Malattie renali, apnee notturne e alcuni farmaci, come gli antinfiammatori o i cortisonici, possono far salire la pressione.
L'ipertensione nella maggior parte dei casi non dà disturbi: l'unico modo per scoprirla è misurare la pressione. A volte possono comparire:
Pressione molto alta con dolore toracico, affanno improvviso, confusione, difficoltà a parlare o debolezza di un lato del corpo è un'emergenza: chiama il 112 / 118.
La diagnosi si basa su più misurazioni nel tempo. Gli esami servono a valutare il rischio e gli effetti sugli organi.
Il medico misura la pressione in più occasioni, da seduti e anche in piedi, per cercare cali di pressione.
Misurare la pressione a casa con un apparecchio validato, annotando i valori, dà un quadro più fedele della vita quotidiana.
Il monitoraggio delle 24 ore registra la pressione durante il giorno e la notte e aiuta a regolare la terapia.
Elettrocardiogramma, esami del sangue e delle urine per la funzione renale, ed eventualmente ecocardiogramma e fondo oculare.
Nell'anziano gli obiettivi pressori sono stabiliti dal medico in base all'età, alle altre malattie, alla fragilità e alla tolleranza ai farmaci.
Meno sale, dieta mediterranea, attività fisica regolare e controllo del peso abbassano la pressione e potenziano l'effetto dei farmaci.
Esistono diverse classi di farmaci, spesso associati. Nell'anziano si inizia con gradualità e si controlla la comparsa di effetti indesiderati.
Con l'età e la comparsa di altre malattie la terapia va rivista periodicamente: a volte va ridotta, per evitare ipotensione e cadute.
Non necessariamente. Gli obiettivi sono personalizzati: nelle persone in buona salute si punta a un buon controllo, mentre in chi è fragile o soffre di capogiri e cadute il medico può scegliere valori meno stringenti.
Può trattarsi di ipotensione ortostatica, un calo della pressione nel passaggio in piedi, favorito da alcuni farmaci, disidratazione o malattie neurologiche. Va segnalato al medico, perché aumenta il rischio di cadute.
Sì. Il medico di medicina generale segue la terapia e prescrive con impegnativa visite specialistiche ed esami, prenotabili tramite il CUP con il ticket dove previsto. L'ipertensione con danno d'organo dà diritto all'esenzione per patologia cronica per le prestazioni collegate. Molti farmaci antipertensivi sono rimborsati dal SSN.
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